Un computer da ufficio con un disco a stato solido dovrebbe essere pronto all'uso in meno di trenta secondi. Se il vostro ci mette tre minuti e poi resta impastato per altri due, la causa è quasi sempre una di quattro, e nessuna si risolve installando un programma che promette di "ottimizzare il sistema".
Prima cosa: il disco è meccanico?
Aprite Gestione attività con Ctrl + Maiusc + Esc, andate nella scheda Prestazioni e guardate il disco. Se è un disco meccanico e non un SSD, avete trovato il problema e nessuna configurazione lo risolverà: su un computer con dieci anni di software installato, un disco tradizionale è il collo di bottiglia assoluto.
La sostituzione con un SSD, con clonazione del sistema esistente, costa poche decine di euro di componente e trasforma la macchina in modo che nessun altro intervento può eguagliare. È di gran lunga il miglior investimento su un computer datato ma ancora sano.
Seconda cosa: i programmi che partono da soli
Sempre in Gestione attività, scheda App di avvio. C'è una colonna chiamata Impatto sull'avvio che vi dice quali pesano. Il criterio per decidere è semplice: questo programma deve essere già aperto nel momento in cui accendo il computer?
Praticamente sempre da disattivare:
- Software di aggiornamento di stampanti, schede video, lettori PDF: aggiornano una volta al mese ma sono in memoria sempre.
- Client di sincronizzazione cloud che non usate, tipicamente due o tre installati per errore nel tempo.
- Suite di comunicazione e chat che si aprono in automatico e restano lì.
- Programmi di utilità arrivati con il computer nuovo, quelli del produttore che nessuno ha mai aperto.
Da lasciare: antivirus, driver audio, software VPN aziendale, tutto ciò che serve per lavorare da subito.
Disattivare l'avvio automatico non disinstalla nulla: il programma si apre lo stesso quando lo lanciate voi. È un'operazione senza rischi e reversibile.
Terza cosa: quanti programmi sono davvero installati
Andate in Impostazioni, App, e ordinate per data di installazione. Sui computer con qualche anno alle spalle si trovano regolarmente venti o trenta programmi che nessuno usa più: vecchie versioni, prove mai disinstallate, barre degli strumenti arrivate insieme ad altro. Ognuno lascia servizi, attività pianificate e voci di sistema.
Disinstallare quello che non serve è più efficace di qualsiasi ottimizzazione, e ha il vantaggio di ridurre anche la superficie di attacco: un programma vecchio e non aggiornato è una porta aperta.
Quarta cosa: le attività pianificate e i servizi
Qui bisogna andare con più cautela. Nell'Utilità di pianificazione si trovano spesso operazioni pesanti programmate all'accensione, in genere aggiornamenti e telemetria di programmi di terze parti. Disattivare quelle di software che non usate è sensato; toccare quelle di sistema no.
Stessa logica sui servizi: le guide che consigliano di disattivarne trenta per "velocizzare" fanno più danni che benefici sui sistemi moderni. Il guadagno è minimo e i problemi che si creano sono difficili da ricondurre alla causa mesi dopo.
Due impostazioni che vale la pena controllare
- Avvio rapido. È attivo per impostazione predefinita e in genere aiuta, ma su alcune configurazioni causa avvii anomali e problemi con gli aggiornamenti. Se avete comportamenti strani all'accensione, provate a disattivarlo dalle opzioni di risparmio energia e osservate la differenza.
- Combinazione di risparmio energia. Su molti portatili aziendali è impostata su risparmio massimo: il computer è lento sempre, non solo all'avvio. Passare a bilanciato o a prestazioni cambia sensibilmente la reattività, a costo di un po' di autonomia.
Cosa non fare
- Non installate programmi di pulizia e ottimizzazione. Nella migliore delle ipotesi fanno quello che potete fare voi in cinque minuti; nella peggiore installano altre cose e diventano loro stessi un problema di avvio.
- Non toccate il registro di sistema seguendo guide trovate a caso: i danni sono reali e i benefici quasi sempre inesistenti.
- Non disattivate l'antivirus per guadagnare qualche secondo.
Quando il problema è un altro
Se dopo tutto questo il computer resta lentissimo, guardate due cose. La memoria: con 4 GB e Windows moderno più un browser aperto siete costantemente al limite, e l'aggiunta di RAM è un intervento economico e risolutivo. E lo stato di salute del disco: un SSD in fine vita o un disco con settori danneggiati produce rallentamenti improvvisi e blocchi, ed è un segnale da non ignorare perché precede il guasto.
Conclusione
Disco a stato solido, programmi di avvio ridotti al necessario, software inutile disinstallato e memoria adeguata: quattro punti che risolvono la quasi totalità dei casi. Se avete un parco macchine in cui tutti si lamentano della lentezza, spesso conviene una verifica sistematica: capita spesso che sei computer su dieci si sistemino con un intervento da poche decine di euro e solo gli altri quattro vadano davvero sostituiti.