Windows & Trucchi

File cancellato per errore: cosa fare nei primi minuti

Le probabilità di recupero crollano con l'uso del computer. Il primo gesto conta più di qualsiasi programma.

Succede a tutti: una cartella trascinata nel posto sbagliato, uno Shift + Canc di troppo, un file sovrascritto salvando sopra la versione buona. La differenza tra recuperare e non recuperare si gioca nei primi minuti, e dipende quasi tutta da una cosa: smettere di usare quel disco.

Perché il tempo conta

Quando cancellate un file, il sistema non lo elimina davvero: segna lo spazio come disponibile. I dati restano lì finché qualcosa non ci scrive sopra. Ogni minuto in cui il computer resta acceso, però, quel disco viene scritto: aggiornamenti, registri, cache del browser, file temporanei. Ognuna di queste scritture può cadere proprio dove stava il vostro file.

Da qui la regola: se il file è importante e non è nel cestino, fermate l'uso di quel disco. Se è il disco di sistema, spegnete il computer.

I controlli veloci, in ordine

  1. Il cestino. Ovvio, ma va detto: molte cancellazioni finiscono lì e si ripristinano con un clic. Sui file di rete, invece, il cestino locale non c'entra nulla.
  2. Annullare. Se avete appena spostato o rinominato qualcosa, Ctrl + Z in Esplora file annulla l'operazione. Funziona solo se non avete fatto altro nel frattempo.
  3. Cercare, prima di disperare. Una quota consistente dei "file spariti" sono file spostati per sbaglio in un'altra cartella durante un trascinamento. Cercate per nome o per estensione su tutto il disco, ordinando per data di modifica.
  4. Cartella temporanea dell'applicazione. Word, Excel e molti altri programmi tengono copie di ripristino automatico. Se il documento si è perso per un blocco del programma, spesso è lì.

Versioni precedenti: la funzione che salva più spesso

Facendo clic destro su un file o su una cartella e scegliendo Proprietà, c'è una scheda chiamata Versioni precedenti. Se sul sistema è attiva la protezione con punti di ripristino, oppure se il file sta su una cartella di rete con snapshot, qui trovate le versioni salvate in date passate.

È lo strumento che risolve il caso più insidioso: non il file cancellato, ma il file sovrascritto, dove il recupero classico non può nulla perché lo spazio è stato riutilizzato.

Stessa cosa vale per i servizi cloud: OneDrive, Google Drive, Dropbox conservano una cronologia delle versioni e un cestino con conservazione più lunga di quello locale. Se il file era sincronizzato, guardate lì prima di ogni altra cosa: è il caso più semplice e più frequente.

I programmi di recupero

Esistono strumenti che analizzano il disco alla ricerca di file cancellati. Funzionano, con due regole non negoziabili:

Il risultato tipico: i file cancellati di recente si recuperano bene; quelli di settimane fa spesso arrivano parziali o con nome perso. Per i documenti di ufficio le probabilità sono buone, per file grandi come video molto meno.

Quando fermarsi e chiamare qualcuno

Ci sono situazioni in cui insistere peggiora e basta:

La parte scomoda

Il recupero dati riesce spesso, ma non è mai una garanzia, ed è sempre più costoso e incerto di un backup. La domanda giusta da farsi dopo un episodio del genere non è "quale programma uso", è "come mai la perdita di questo file era possibile".

Per un'azienda la risposta pratica è nota: copie automatiche, almeno una fuori sede o non raggiungibile dalla rete, e soprattutto una prova di ripristino ogni tanto, perché un backup mai verificato è una speranza, non una protezione.

Conclusione

Nei primi minuti: non scrivete più su quel disco, controllate cestino, versioni precedenti e cloud, e solo dopo pensate ai programmi di recupero. Se i dati sono importanti e il disco dà segni di guasto, spegnete e chiedete aiuto. Ci occupiamo sia di recupero dati sia, cosa che conta di più, di sistemare i backup perché la prossima volta il problema si risolva in dieci minuti invece che con una giornata di ansia.

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