Lo SPID è la chiave d'accesso a INPS, Agenzia delle Entrate, fascicolo sanitario, bonus, pratiche comunali. Chi riesce ad attivarne uno a tuo nome non ruba una password: ruba la tua identità davanti alla pubblica amministrazione. È un reato in crescita e chi lo subisce se ne accorge spesso mesi dopo.
Come ci riescono
Per attivare uno SPID servono un documento e un riconoscimento. I punti deboli sono due.
Documenti già in circolazione. Copie di carte d'identità e tessere sanitarie girano da anni: le abbiamo caricate su portali di ogni tipo, per registrarci a un servizio, per un noleggio, per un contratto. Quando uno di quei portali subisce una violazione, le scansioni finiscono in vendita.
Riconoscimento a distanza. Alcune modalità di attivazione si basano su un video o su un bonifico da un conto intestato. Con un documento rubato e un conto aperto con documenti falsi, la strada si apre.
Esiste anche una variante più semplice: il phishing. Una finta pagina del tuo gestore SPID ti chiede di "riconfermare l'identità", e tu consegni credenziali e codici.
Che cosa possono fare
- Accedere all'INPS e dirottare pagamenti su un IBAN diverso, o richiedere prestazioni a tuo nome.
- Entrare nel cassetto fiscale e vedere redditi, contratti, utenze.
- Chiedere bonus e contributi incassandoli altrove.
- Accedere al fascicolo sanitario.
- Attivare contratti e utenze presso enti che accettano l'identità digitale.
I segnali
- Ricevi SMS o email di attivazione SPID che non hai richiesto, o notifiche di accesso da dispositivi sconosciuti.
- Arriva la comunicazione di una pratica INPS che non hai mai aperto.
- Il pagamento di una prestazione che ricevevi regolarmente non arriva più.
- Ti contattano per un contratto o un finanziamento che non hai sottoscritto.
- Compaiono accessi anomali nel registro del tuo gestore SPID.
Se ricevi un avviso di attivazione SPID che non hai richiesto, non ignorarlo. È il momento in cui puoi ancora fermare tutto.
Cosa fare subito
- Contatta il gestore indicato nella comunicazione (Poste, Aruba, InfoCert, Namirial, Sielte...) e chiedi il blocco immediato dell'identità.
- Sporgi denuncia ai Carabinieri o alla Polizia Postale, allegando la comunicazione ricevuta. Serve per tutto il resto.
- Segnala ad AgID, che vigila sul sistema SPID, allegando la denuncia.
- Controlla i tuoi accessi: entra su INPS e Agenzia delle Entrate con il tuo SPID legittimo e verifica IBAN, deleghe attive e pratiche aperte.
- Verifica le deleghe: chi entra spesso attiva una delega a un altro soggetto per continuare a operare anche dopo il blocco.
- Chiedi una verifica in Centrale Rischi (CRIF) per vedere se sono stati richiesti finanziamenti a tuo nome.
Come ridurre il rischio
- Attiva l'autenticazione a due fattori sul tuo SPID e usa il livello 2 con app invece che con SMS dove possibile.
- Non caricare copie del documento se non è strettamente necessario e se non conosci chi le riceve.
- Quando devi consegnare una copia, scrivici sopra la finalità: "copia valida solo per [motivo], data". Riduce il riuso.
- Controlla ogni tanto il registro accessi nell'area personale del tuo gestore SPID.
- Diffida delle pagine che chiedono di "riconfermare" lo SPID: nessun gestore lo chiede via mail o SMS.
- Se non usi lo SPID, non lasciarlo attivo con credenziali deboli: mettilo in sicurezza o revocalo.
Attenzione anche alla PEC
Lo stesso ragionamento vale per la posta certificata: è il canale delle notifiche legali. Una PEC scaduta o abbandonata è un problema, perché le notifiche si considerano consegnate comunque. Controllala o disattivala formalmente.
Conclusione
Il furto di identità digitale è più lento da riparare di una carta clonata, perché coinvolge enti diversi e richiede denunce e pratiche. Ma quasi sempre lascia un segnale prima: una mail di attivazione, un SMS, un accesso strano. Prenderlo sul serio nel momento in cui arriva evita mesi di lavoro. Se hai ricevuto una notifica sospetta e non sai a chi rivolgerti, possiamo indicarti la procedura corretta per il tuo gestore.