È successo: hai cliccato. Prima di tutto, respira. Nella maggior parte dei casi il solo clic non compromette niente. Quello che conta è cosa è successo dopo. Qui trovi tre scenari e, per ciascuno, cosa fare e in che ordine.
Scenario 1: hai solo aperto la pagina
Hai cliccato, hai visto una pagina sospetta, hai chiuso senza scrivere nulla. Il rischio è basso: i browser aggiornati non permettono a un sito di installare programmi solo perché lo hai visitato.
Cosa fare, con calma:
- Chiudi la scheda e non aprire il link una seconda volta.
- Se il browser o il sistema non sono aggiornati da tempo, aggiornali: è la protezione principale contro gli attacchi che sfruttano solo la visita.
- Fai una scansione con Microsoft Defender per stare tranquillo.
- Se il sito ha chiesto il permesso di inviare notifiche e hai accettato, revocalo nelle impostazioni del browser.
Scenario 2: hai inserito le credenziali
Qui bisogna muoversi subito, perché le password rubate vengono provate in automatico nel giro di minuti.
- Cambia la password del servizio coinvolto, andando al sito ufficiale digitandolo a mano. Se non riesci a entrare perché l'hanno già cambiata, usa subito la procedura di recupero.
- Cambia la stessa password ovunque l'avessi riusata. È il passaggio che quasi tutti saltano ed è quello che fa la differenza fra un problema e un disastro.
- Attiva l'autenticazione a due fattori su quel servizio. Blocca chi ha già la password.
- Chiudi tutte le sessioni attive: quasi tutti i servizi hanno una voce tipo "Disconnetti da tutti i dispositivi". Serve perché chi è già entrato resta dentro anche dopo il cambio password.
- Se il servizio è la casella email, controlla le regole di inoltro: gli attaccanti ne creano una che copia tutta la posta a un indirizzo esterno. È il primo posto dove guardare.
- Controlla anche indirizzo di recupero e numero di telefono associati: se li hanno cambiati, vanno rimessi a posto.
Scenario 3: hai inserito i dati della carta
Questo è il caso più urgente in assoluto.
- Blocca la carta immediatamente dall'app della banca. Sono trenta secondi e sono l'unica cosa davvero indifferibile.
- Non approvare nessuna notifica e non leggere nessun codice a nessuno nei minuti successivi, nemmeno se ti chiamano dicendo di essere la banca. È lì che scatta la seconda parte della truffa.
- Controlla i movimenti, cercando anche micro-addebiti da pochi centesimi: sono i test per capire se la carta è viva.
- Disconosci le operazioni per iscritto alla banca, entro i termini indicati nel contratto.
- Sporgi denuncia ai Carabinieri o alla Polizia Postale: senza denuncia la pratica di rimborso non si apre.
Se hai scaricato o aperto un allegato
Trattalo come un possibile programma malevolo:
- Scollega il computer dalla rete se ha iniziato a comportarsi in modo strano.
- Fai una scansione completa con Defender e un secondo strumento come Malwarebytes.
- Se hai attivato le macro di un documento Office, considera il computer compromesso: è il canale classico dei trojan bancari e del ransomware.
- Cambia le password importanti da un altro dispositivo, non da quello sospetto.
- In azienda, avvisa subito chi si occupa dell'informatica: le prime ore contano.
Le due cose da non fare
- Non cercare su Google il numero dell'assistenza. I truffatori comprano annunci pubblicitari che compaiono in cima proprio per questo. Usa il numero dentro l'app ufficiale o stampato sulla carta.
- Non rispondere alla mail per chiedere spiegazioni e non richiamare il numero contenuto nel messaggio.
Verifica se i tuoi dati erano già in giro
Vai su haveibeenpwned.com e inserisci il tuo indirizzo email: ti dice in quali violazioni note è comparso. Se compare in un elenco, cambia le password dei servizi coinvolti e di tutti quelli dove avevi riusato la stessa.
Conclusione
Il clic in sé raramente è il problema: lo diventa quando si aggiungono credenziali, dati della carta o allegati aperti. Agire nella prima mezz'ora cambia radicalmente l'esito. Se ti è appena successo e non sei sicuro di quanto sei esposto, chiamaci: capire in fretta cosa è stato toccato è metà del lavoro.