Cybersecurity

La truffa del finto nipote: come proteggere i genitori anziani

Nasce al telefono e finisce con qualcuno che suona alla porta a ritirare contanti e oro.

È la truffa che fa i danni più pesanti, economici e personali. Colpisce persone anziane, si svolge in mezz'ora e si porta via i risparmi in contanti e i gioielli di famiglia. Non è una truffa informatica, ma il meccanismo è identico a quello del phishing: panico, urgenza, autorità.

Come si sviluppa

La chiamata. Squilla il telefono di casa. Una voce agitata: "Nonna, sono io..." Chi chiama non dice il nome, aspetta che sia la vittima a dirlo: "Marco, sei tu?" Da quel momento è Marco.

In alternativa chiama un sedicente avvocato, maresciallo o carabiniere: "Suo nipote ha avuto un incidente", "è stato fermato", "c'è una pratica da sanare per evitare l'arresto".

La pressione. Il racconto è studiato: un incidente con una donna incinta, una merce non pagata alla dogana, una cauzione da versare subito. Serve denaro immediatamente, in contanti o in oro. E soprattutto: non deve dirlo a nessuno, "per non far preoccupare", "perché c'è il segreto istruttorio".

La linea occupata. Spesso tengono la vittima al telefono senza interruzione, proprio per impedirle di chiamare qualcuno e verificare.

Il ritiro. Poco dopo suona alla porta un "collaboratore dell'avvocato" o un "incaricato": gentile, ben vestito, con un documento plausibile. Ritira e sparisce.

Perché funziona

Prepararli prima: le tre frasi

Questa truffa non si ferma sul momento, si ferma prima, con una conversazione fatta a mente fredda. Tre concetti, ripetuti più volte in occasioni diverse:

  1. "Se qualcuno ti chiede soldi al telefono, riattacca e chiamami." Sempre, anche se sembro io, anche se dicono che è urgente, anche se dicono di non dirtelo.
  2. "Carabinieri, polizia e avvocati non ritirano mai soldi o gioielli a casa." Non esiste nessuna cauzione da consegnare a un incaricato. Mai.
  3. "Non c'è niente di così urgente da non poter aspettare cinque minuti." L'urgenza è il segnale della truffa, non la prova che è vera.

Accorgimenti pratici

Se sta succedendo in questo momento

  1. Riattaccare. Non serve spiegare, discutere o smascherare nessuno.
  2. Chiamare il familiare vero da un altro telefono se possibile. Se la linea sembra ancora occupata, aspettare un minuto o usare il cellulare.
  3. Non aprire la porta e chiamare il 112.
  4. Se qualcuno è già alla porta, non far entrare nessuno e chiamare i carabinieri mentre si resta al sicuro.

Se è già avvenuto

  1. Denuncia subito: le prime ore sono decisive, spesso i responsabili sono ancora in zona e le telecamere della via sono utili.
  2. Raccogliete descrizione della persona, orario, eventuali targhe, il numero da cui è arrivata la chiamata.
  3. Se sono stati consegnati oggetti d'oro, segnalatelo: i compro-oro hanno obblighi di identificazione e a volte si recupera qualcosa.
  4. Non colpevolizzate il familiare. È fondamentale: la vergogna è il motivo per cui molte di queste truffe non vengono denunciate e per cui la stessa persona viene colpita una seconda volta.

Conclusione

Questa truffa non si batte con la tecnologia ma con una conversazione fatta prima, quando non c'è nessuna emergenza. Se hai genitori o nonni anziani, la telefonata più utile che puoi fare oggi è proprio quella in cui gli spieghi queste tre frasi. Costa dieci minuti e vale più di qualunque dispositivo di sicurezza.

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