Cybersecurity

Estensioni del browser: quelle che leggono tutto quello che fai

Un'estensione utile può cambiare proprietario e diventare uno strumento di spionaggio con un aggiornamento.

Un'estensione del browser con il permesso di "leggere e modificare i dati su tutti i siti" può fare esattamente questo: vedere le pagine che apri, i moduli che compili, le password che digiti, le sessioni bancarie aperte. È il livello di accesso più profondo che concedi abitualmente sul computer, e di solito lo concedi con un clic e senza pensarci.

Il rischio che quasi nessuno considera

Non è solo che un'estensione possa essere malevola fin dall'inizio. Il problema più insidioso è un altro: un'estensione onesta può cambiare proprietario.

Uno sviluppatore crea uno strumento utile, raccoglie centinaia di migliaia di utenti, poi riceve un'offerta di acquisto. Il nuovo proprietario pubblica un aggiornamento che si installa in automatico su tutti quegli utenti, senza nessun avviso, e improvvisamente l'estensione raccoglie la cronologia, inietta pubblicità o dirotta link di affiliazione.

È accaduto molte volte, con estensioni popolari e in apparenza innocue: convertitori di valuta, blocchi di annunci minori, strumenti per screenshot, temi grafici. Tu non hai fatto nulla: la trasformazione avviene da sola.

I permessi da guardare

Quando installi un'estensione, il browser dichiara cosa potrà fare. I livelli che contano:

Chiediti sempre se il permesso è coerente con la funzione. Un'estensione che cambia lo sfondo della scheda nuova non ha motivo di leggere i dati su tutti i siti.

I segnali di un'estensione problematica

Come fare pulizia

  1. Apri l'elenco: su Chrome ed Edge chrome://extensions, su Firefox about:addons.
  2. Disinstalla tutto quello che non usi attivamente. Non disattivare: rimuovi. Un'estensione disattivata può essere riattivata e resta comunque installata.
  3. Per quelle che tieni, apri Dettagli e guarda i permessi. Dove possibile, imposta l'accesso ai siti su "Al clic" o "Su siti specifici" invece che "Su tutti i siti": è un'impostazione poco nota che riduce moltissimo l'esposizione.
  4. Controlla che ogni estensione rimasta abbia uno sviluppatore identificabile e un numero consistente di utenti.
  5. Verifica motore di ricerca predefinito e pagina iniziale: se sono cambiati, rimettili a posto.
  6. Se il browser è messo male, usa la funzione di ripristino delle impostazioni: rimuove estensioni e modifiche mantenendo preferiti e password.

Le categorie da guardare con più attenzione

In azienda

Sui computer aziendali le estensioni sono un ingresso spesso ignorato: un'estensione con accesso completo su un PC che apre il gestionale o l'home banking vede tutto. Con i criteri di gruppo o le policy del browser si può consentire solo una lista approvata e bloccare il resto. È una misura semplice che chiude un rischio concreto.

Conclusione

Le estensioni sono comode e alcune sono ottime, ma vanno trattate come programmi a tutti gli effetti, non come dettagli del browser. Tienine poche, di autori noti, con i permessi ridotti al minimo, e rifai il giro ogni sei mesi. Se in azienda volete definire una lista di estensioni consentite e bloccare le altre, è una configurazione che possiamo impostare.

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