Arriva una PEC o una email con oggetto "Notifica atto giudiziario", "Decreto ingiuntivo", "Cartella di pagamento", "Convocazione". Il testo è formale, cita numeri di ruolo e articoli di legge, e c'è un allegato da aprire. La reazione istintiva è aprirlo subito: ed è esattamente su questa reazione che conta la truffa.
Perché questa funziona così bene
Le finte notifiche legali hanno un tasso di apertura molto più alto delle normali email di phishing. Il motivo è semplice: davanti a un possibile atto giudiziario nessuno rimanda. La paura di ignorare qualcosa di importante batte la prudenza.
Il fatto che arrivi via PEC aggiunge credibilità, perché la posta certificata ha valore legale. Ma attenzione: la PEC certifica chi ha inviato e quando, non che il contenuto sia vero o che l'allegato sia sicuro. Chiunque può aprire una casella PEC e mandare quello che vuole.
Cosa contiene l'allegato
- File compressi (.zip, .7z) che contengono un eseguibile mascherato da PDF.
- Documenti Office con macro: il file si apre e chiede di "abilitare il contenuto" per visualizzare correttamente. Quello è il momento in cui parte l'infezione.
- File .iso o .img, che Windows monta come un disco e da cui si avvia un programma.
- PDF con link verso un finto portale dove "scaricare l'atto completo" previa autenticazione.
Il carico più frequente è un trojan bancario o un accesso iniziale che verrà rivenduto a chi distribuisce ransomware. Nelle aziende è una delle vie di ingresso più comuni.
I segnali
- Mittente incoerente: un tribunale che scrive da un dominio commerciale, un'agenzia pubblica da un indirizzo gratuito.
- Nessun riferimento a te: manca il tuo nome, il numero di pratica è generico, non c'è nessun dato che solo un ente vero potrebbe conoscere.
- Allegato compresso o eseguibile. Gli atti veri sono PDF, spesso firmati digitalmente con estensione .p7m.
- Urgenza fuori scala: "entro 24 ore", quando i termini processuali sono di giorni o settimane.
- Errori formali: nomi di uffici inesistenti, articoli di legge citati a caso, formule che un cancelliere non userebbe.
- Nella PEC, la ricevuta di accettazione mostra un mittente che non c'entra nulla con l'ente citato.
Come verificare senza rischiare
- Non aprire l'allegato. È l'unica azione irreversibile.
- Guarda il dominio del mittente. Gli uffici giudiziari e le agenzie pubbliche usano domini istituzionali, con estensioni tipiche del settore pubblico.
- Verifica dal canale ufficiale: per le cartelle, l'area riservata di Agenzia delle Entrate-Riscossione; per le posizioni giudiziarie, il tuo avvocato o la cancelleria; per multe e tributi, il portale dell'ente.
- Chiama l'ente usando il numero preso dal suo sito ufficiale, mai quello scritto nella comunicazione.
- Se hai un avvocato o un commercialista, inoltra la mail a loro prima di fare qualunque cosa. Ne vedono decine.
Come sono fatte le notifiche vere
Le notifiche autentiche seguono forme precise: raccomandata con avviso di ricevimento, ufficiale giudiziario, PEC da un indirizzo risultante nei pubblici registri, o la piattaforma SEND per le notifiche digitali della pubblica amministrazione. Contengono sempre i tuoi dati completi, riferimenti verificabili e allegati PDF, spesso firmati .p7m.
Nota importante: una notifica vera non si annulla ignorandola. Per questo, quando c'è un dubbio, la strada è verificare, non cancellare e sperare.
Se hai già aperto l'allegato
- Scollega il computer dalla rete. Se sei in azienda, avvisa immediatamente chi gestisce l'informatica: le prime ore decidono la differenza fra un incidente e un blocco totale.
- Non spegnere il computer se sospetti un ransomware in corso: isolare dalla rete è più utile, e spegnere può complicare l'analisi.
- Scansione completa con Defender e un secondo strumento.
- Cambia le password dei servizi importanti da un altro dispositivo, a partire dalla posta e dall'home banking.
- Se hai attivato le macro, considera la macchina compromessa: la scelta prudente è reinstallare.
- Controlla i movimenti bancari nei giorni successivi.
Per le aziende
Due misure riducono drasticamente il problema: bloccare le macro nei documenti provenienti da internet tramite criteri di gruppo, e filtrare gli allegati compressi ed eseguibili sul server di posta. Aggiungeteci una regola semplice per il personale: nessun allegato legale si apre senza una verifica telefonica.
Conclusione
Questa truffa vive sulla paura di ignorare un atto ufficiale. La risposta corretta non è né aprire né cancellare: è verificare dal canale ufficiale, che per gli atti veri c'è sempre. Se ricevete PEC di questo tipo in azienda e volete impostare filtri e regole che le fermino prima che arrivino agli utenti, possiamo occuparcene.