Le foto sono la cosa che le persone rimpiangono di più quando perdono un telefono, e sono anche quelle protette peggio. Il motivo è un equivoco diffuso: si crede che il cloud sia un backup. Non lo è, e la differenza si scopre sempre nel momento sbagliato.
Sincronizzazione e backup non sono la stessa cosa
La sincronizzazione tiene allineate più copie: se cancelli una foto dal telefono, sparisce anche dal cloud e da tutti gli altri dispositivi. È comoda, ma propaga anche gli errori.
Il backup è una copia separata che non segue le cancellazioni. Se il telefono viene rubato, se un'app impazzisce, se cancelli per sbaglio un album, il backup è ancora lì.
Ecco perché "ho tutto su Google Foto" non è una risposta sufficiente: protegge dalla rottura del telefono, non dalla cancellazione.
Da cosa devi proteggerti
- Telefono rotto, perso o rubato: il cloud copre bene questo caso.
- Cancellazione per errore: il cloud copre solo per il periodo del cestino, di solito 30 o 60 giorni. Passati quelli, non c'è più nulla.
- Account bloccato o perso: se perdi l'accesso all'account Google o Apple, perdi tutto insieme a lui. Capita più spesso di quanto si pensi, per password dimenticate o per account chiusi.
- Ransomware sul computer dove tieni la libreria.
- Abbonamento scaduto: se smetti di pagare lo spazio, dopo un periodo di grazia i file eccedenti vengono rimossi.
Lo schema che funziona
Si riassume nella regola 3-2-1, valida per le foto di famiglia come per i dati di un'azienda: tre copie, su due supporti diversi, di cui una fuori casa.
- Copia 1 — il telefono. È l'originale, il più fragile.
- Copia 2 — il cloud (Google Foto, iCloud, OneDrive, Amazon Photos). Automatica, ci pensa da sola. Copre furto e rottura.
- Copia 3 — un disco esterno che scolleghi e metti in un cassetto. Copre cancellazioni, account persi e ransomware.
Se vuoi fare le cose per bene, la copia 3 la fai in due esemplari e uno lo tieni da un parente o in ufficio. Le foto di vent'anni valgono un disco da cinquanta euro.
Come si fa la copia su disco, in pratica
Android: collega il telefono al computer con il cavo, autorizza il trasferimento file, apri la memoria interna e copia la cartella DCIM. In alternativa, da computer, vai su takeout.google.com e scarica l'archivio completo di Google Foto: è il modo per avere tutto, anche quello che non è più sul telefono.
iPhone: collega al Mac e usa l'app Foto per importare, oppure su Windows apri Esplora file e copia la cartella DCIM. Per l'intera libreria iCloud, usa privacy.apple.com e richiedi una copia dei dati.
Fallo due volte l'anno, per esempio a Ferragosto e a Capodanno, così te lo ricordi. Cinque minuti a giro.
Errori che vediamo spesso
- "Libera spazio" premuto senza pensare. Su alcune app rimuove le copie locali fidandosi del cloud: se poi l'account ha un problema, non c'è nessuna copia in casa.
- Backup mai verificato. Un backup che non hai mai riaperto non sai se funziona. Ogni tanto apri il disco e guarda qualche foto.
- Disco esterno sempre collegato. Se resta attaccato al computer, un ransomware cifra anche quello. Va scollegato.
- WhatsApp trattato come archivio. Le foto ricevute su WhatsApp sono compresse e il backup della chat non è un backup delle immagini in qualità originale.
- Tutto sullo stesso account. Se quell'account viene compromesso o chiuso, si perde tutto in una volta.
Proteggi l'account, non solo i file
Visto che il cloud è la copia più usata, l'account che lo custodisce va blindato: autenticazione a due fattori attiva, password unica, email di recupero funzionante e codici di backup salvati. Perdere l'account equivale a perdere le foto.
Per chi ha molte foto
Se la libreria è grande o in famiglia siete in tanti, un NAS in casa è la soluzione più comoda: fa da destinazione automatica per tutti i telefoni, permette di condividere gli album e può a sua volta copiarsi su cloud. Con due dischi in mirroring regge anche il guasto di uno dei due.
Conclusione
La regola da ricordare è una: il cloud protegge dal telefono che si rompe, il disco esterno protegge da tutto il resto. Ne servono entrambi, e il secondo costa poco e si aggiorna due volte l'anno. Se vuoi impostare un sistema che funzioni da solo per tutta la famiglia, o valutare un NAS, possiamo vederlo insieme.