Cybersecurity

Le foto del telefono: come non perderle davvero

Il cloud non è un backup. Se cancelli lì, sparisce ovunque.

Le foto sono la cosa che le persone rimpiangono di più quando perdono un telefono, e sono anche quelle protette peggio. Il motivo è un equivoco diffuso: si crede che il cloud sia un backup. Non lo è, e la differenza si scopre sempre nel momento sbagliato.

Sincronizzazione e backup non sono la stessa cosa

La sincronizzazione tiene allineate più copie: se cancelli una foto dal telefono, sparisce anche dal cloud e da tutti gli altri dispositivi. È comoda, ma propaga anche gli errori.

Il backup è una copia separata che non segue le cancellazioni. Se il telefono viene rubato, se un'app impazzisce, se cancelli per sbaglio un album, il backup è ancora lì.

Ecco perché "ho tutto su Google Foto" non è una risposta sufficiente: protegge dalla rottura del telefono, non dalla cancellazione.

Da cosa devi proteggerti

Lo schema che funziona

Si riassume nella regola 3-2-1, valida per le foto di famiglia come per i dati di un'azienda: tre copie, su due supporti diversi, di cui una fuori casa.

  1. Copia 1 — il telefono. È l'originale, il più fragile.
  2. Copia 2 — il cloud (Google Foto, iCloud, OneDrive, Amazon Photos). Automatica, ci pensa da sola. Copre furto e rottura.
  3. Copia 3 — un disco esterno che scolleghi e metti in un cassetto. Copre cancellazioni, account persi e ransomware.

Se vuoi fare le cose per bene, la copia 3 la fai in due esemplari e uno lo tieni da un parente o in ufficio. Le foto di vent'anni valgono un disco da cinquanta euro.

Come si fa la copia su disco, in pratica

Android: collega il telefono al computer con il cavo, autorizza il trasferimento file, apri la memoria interna e copia la cartella DCIM. In alternativa, da computer, vai su takeout.google.com e scarica l'archivio completo di Google Foto: è il modo per avere tutto, anche quello che non è più sul telefono.

iPhone: collega al Mac e usa l'app Foto per importare, oppure su Windows apri Esplora file e copia la cartella DCIM. Per l'intera libreria iCloud, usa privacy.apple.com e richiedi una copia dei dati.

Fallo due volte l'anno, per esempio a Ferragosto e a Capodanno, così te lo ricordi. Cinque minuti a giro.

Errori che vediamo spesso

Proteggi l'account, non solo i file

Visto che il cloud è la copia più usata, l'account che lo custodisce va blindato: autenticazione a due fattori attiva, password unica, email di recupero funzionante e codici di backup salvati. Perdere l'account equivale a perdere le foto.

Per chi ha molte foto

Se la libreria è grande o in famiglia siete in tanti, un NAS in casa è la soluzione più comoda: fa da destinazione automatica per tutti i telefoni, permette di condividere gli album e può a sua volta copiarsi su cloud. Con due dischi in mirroring regge anche il guasto di uno dei due.

Conclusione

La regola da ricordare è una: il cloud protegge dal telefono che si rompe, il disco esterno protegge da tutto il resto. Ne servono entrambi, e il secondo costa poco e si aggiorna due volte l'anno. Se vuoi impostare un sistema che funzioni da solo per tutta la famiglia, o valutare un NAS, possiamo vederlo insieme.

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