Il Wi-Fi aziendale nasce quasi sempre per accumulo: un router, poi un ripetitore, poi un access point comprato di fretta perché in magazzino non prendeva. Il risultato è una rete che funziona a tratti e che nessuno sa più come è fatta.
Il problema non è la copertura, è la qualità
La tacca piena sul telefono non significa che la connessione funzioni. Un dispositivo può vedere benissimo l'access point e non riuscire a comunicare, perché quello che conta è il rapporto fra segnale utile e rumore. In un ambiente con troppi access point sullo stesso canale, il segnale è forte ovunque e la rete non va da nessuna parte.
Questo è il motivo per cui "aggiungiamo un altro apparecchio" spesso peggiora le cose: più radio sullo stesso canale significa più interferenza reciproca.
Il sopralluogo, che non si può saltare
Una progettazione seria parte da una misura sul posto, con planimetria alla mano:
- Materiali e spessori dei muri: cartongesso e cemento armato non si comportano allo stesso modo, così come vetrate e scaffalature metalliche piene.
- Numero di dispositivi per zona: non solo computer, ma telefoni, lettori di codici a barre, stampanti, tablet, telecamere.
- Zone dove serve continuità in movimento: magazzino con terminali, sale riunioni, aree di carico.
- Reti Wi-Fi vicine, che nei capannoni condivisi e nei condomini industriali sono spesso il vero problema.
Densità: quanti apparecchi servono
La regola non è "un access point ogni tot metri quadrati", è quanti dispositivi devono lavorare contemporaneamente in quell'area. Una sala riunioni con trenta persone collegate richiede più capacità di duecento metri quadrati di magazzino con tre terminali.
In ambienti densi conviene ridurre la potenza di trasmissione di ciascun apparecchio e metterne di più: celle piccole e pulite reggono molto meglio delle celle grandi e sovrapposte. È esattamente il contrario dell'istinto comune.
Canali e bande
- Sulla banda 2,4 GHz esistono solo tre canali che non si sovrappongono: 1, 6 e 11. Vanno alternati fra apparecchi vicini e basta.
- La banda a 5 GHz ha molti più canali ed è dove deve avvenire il lavoro serio. La 2,4 GHz va tenuta attiva solo per i dispositivi che non supportano altro.
- La larghezza di canale va tenuta contenuta negli ambienti affollati: canali più larghi danno più velocità di picco ma si sovrappongono di più.
Roaming: muoversi senza cadute
Se un operatore attraversa il magazzino con un terminale, la connessione deve passare da un apparecchio all'altro senza interruzioni. Perché funzioni servono apparecchi gestiti da un controller (fisico o in cloud), stesso nome di rete e stessa configurazione ovunque, e sovrapposizione corretta fra le celle. Un insieme di access point scollegati fra loro non fa roaming, fa solo cadute.
Reti separate: non è un dettaglio
Un Wi-Fi aziendale ben fatto ha almeno tre reti logiche distinte, separate a livello di VLAN:
- Aziendale: postazioni e dispositivi di lavoro, con accesso alle risorse interne.
- Ospiti: solo internet, nessuna visibilità sulla rete interna, con password che cambia periodicamente.
- Dispositivi: telecamere, stampanti, apparati vari, isolati dal resto perché sono spesso il punto più debole in fatto di aggiornamenti.
Per la rete aziendale, dove è possibile, conviene l'autenticazione per utente invece della password condivisa: quando qualcuno lascia l'azienda si disabilita il suo accesso senza dover cambiare la chiave a tutti.
Conclusione
Un Wi-Fi aziendale affidabile nasce da un sopralluogo, da un numero corretto di apparecchi gestiti insieme e da una separazione pulita delle reti. Costa più di un ripetitore comprato al volo, ma smette di essere l'argomento ricorrente delle riunioni. Se la vostra rete wireless è cresciuta per aggiunte successive, possiamo misurarla e rimetterla in ordine.