Nel cablaggio di rete si spende spesso male in due direzioni opposte: chi compra il cavo più economico e poi non capisce perché la rete zoppica, e chi compra categorie altissime che nel suo ambiente non serviranno mai. Ecco come orientarsi.
Le categorie in breve
- Cat 5e: gestisce 1 Gigabit fino a 100 metri. È ancora perfettamente adeguato per la stragrande maggioranza delle postazioni d'ufficio. Se avete un cablaggio Cat 5e sano, non c'è alcun motivo di rifarlo.
- Cat 6: stessa portata a 1 Gigabit, ma con margini migliori e capacità di reggere 10 Gigabit su distanze brevi (indicativamente fino a una cinquantina di metri, a seconda delle condizioni). È lo standard sensato per un cablaggio nuovo.
- Cat 6A: 10 Gigabit fino a 100 metri. Ha senso sulle dorsali, verso i server, verso gli access point moderni. Il cavo è più rigido e più grosso: nelle canaline strette può diventare un problema pratico.
- Cat 7 e Cat 8: nascono per ambienti di datacenter e usano connettori specifici. Nel cablaggio di un ufficio normale, comprarli è quasi sempre denaro speso per nulla.
Schermato o non schermato?
Il cavo schermato serve dove ci sono disturbi elettromagnetici: canaline condivise con cavi di potenza, capannoni con macchinari, motori, inverter, saldatrici. In un ufficio normale il cavo non schermato va benissimo ed è più facile da posare.
Attenzione però: uno schermo funziona solo se è collegato correttamente a terra su tutta la catena, connettori e patch panel compresi. Uno schermo interrotto o messo a terra da entrambi i lati in modo scorretto può peggiorare la situazione invece di migliorarla. Se scegliete lo schermato, va fatto per bene o non ha senso.
Gli errori di posa che rovinano tutto
La categoria del cavo conta molto meno di come viene posato. Questi sono gli errori che troviamo più spesso:
- Superare i 100 metri di tratta. Oltre quella soglia il collegamento diventa instabile in modo imprevedibile.
- Curve troppo strette o cavo piegato ad angolo retto dietro un mobile: altera le caratteristiche delle coppie.
- Fascette troppo strette che schiacciano il cavo. Vanno strette a mano, non con la pinza.
- Cavo di rete parallelo a cavi elettrici nella stessa canalina per lunghi tratti, senza separazione.
- Sguainatura eccessiva in fase di crimpatura: le coppie vanno mantenute intrecciate fino a un centimetro e mezzo dal connettore.
- Cavo CCA (alluminio ramato) invece del rame puro: costa poco, ha più resistenza, si spezza e non regge bene il PoE. Da evitare sempre negli impianti fissi.
Come scegliere per un impianto nuovo
Una regola che funziona nella maggior parte delle piccole aziende:
- Postazioni di lavoro: Cat 6 non schermato, rame puro.
- Dorsali fra armadi, collegamenti verso i server e verso gli access point: Cat 6A.
- Ambienti industriali o canaline condivise con la potenza: schermato, con messa a terra fatta correttamente.
- Sempre almeno due prese per postazione: aggiungerne una dopo costa molto più che posarla subito.
La verifica finale
Un impianto nuovo andrebbe certificato con uno strumento che misura ogni tratta e rilascia un rapporto. Costa poco rispetto al lavoro complessivo e trasforma la rete da "sembra funzionare" a "sappiamo che funziona", con un documento in mano per il futuro.
Conclusione
Per la maggior parte degli uffici Cat 6 in rame puro, posato bene, risolve tutto per i prossimi dieci anni. La qualità della posa e dei connettori conta più della categoria stampata sulla guaina. Se dovete cablare una sede nuova o sistemare un impianto cresciuto per aggiunte successive, possiamo progettarlo e certificarlo.