Maker & DIY

Schermi informativi in azienda con un Raspberry: la soluzione da cento euro

Listini, avvisi, dati di produzione o sala d'attesa: come far girare uno schermo che non si blocca mai.

Un televisore appeso in reparto o in sala d'attesa che mostra informazioni sempre aggiornate è una di quelle cose che sembrano costose e non lo sono. I sistemi commerciali di digital signage partono da qualche centinaio di euro di licenza annuale per schermo. Un Raspberry Pi dietro al televisore fa la stessa cosa, con un costo una tantum e nessun abbonamento.

Cosa si mostra, in pratica

Il contenuto, in genere, è una pagina web che ruota fra più schermate. Questo è il punto interessante: se avete già un gestionale o un pannello interno, il cartello può semplicemente mostrarne una vista dedicata, sempre aggiornata, senza duplicare nulla.

Le due strade tecniche

Browser a schermo intero

Il Raspberry avvia all'accensione un browser in modalità chiosco, senza barre né menu, puntato su un indirizzo. È la soluzione più flessibile: qualsiasi cosa sappiate fare in una pagina web la vedete sullo schermo, e per cambiare i contenuti modificate la pagina, non il dispositivo.

Riproduttore di contenuti dedicato

Esistono distribuzioni pensate per il digital signage che gestiscono liste di immagini e video con una pianificazione oraria. Sono più comode se i contenuti sono materiale grafico preparato dal grafico e non dati che cambiano.

Nella maggior parte delle piccole aziende la prima strada vince, perché il valore sta nel mostrare dati aggiornati automaticamente.

Le cose che fanno la differenza tra un progetto e un problema

L'installazione fisica

Il Raspberry va fissato dietro il televisore, non appoggiato sopra un mobile con i cavi penzolanti. Servono un supporto o una staffa, un cavo HDMI di lunghezza giusta e, idealmente, la rete via cavo: dietro un televisore in un capannone il Wi-Fi è spesso debole, e uno schermo che perde il collegamento mostra un errore proprio davanti a tutti.

Attenzione al calore: dietro un pannello acceso la temperatura è più alta di quella ambiente. Dissipatore obbligatorio, contenitore aperto o ventilato.

Quando gli schermi diventano tanti

Con uno o due schermi si gestisce tutto a mano. Da tre o quattro in su conviene organizzarsi: una configurazione centralizzata dove ogni dispositivo, all'avvio, chiede al server quale contenuto mostrare. Così cambiare la programmazione di dieci schermi è una modifica in un punto solo, e sostituire un dispositivo guasto significa collegarne uno nuovo con la stessa immagine e assegnargli il nome giusto.

È la differenza tra un progetto che cresce bene e dieci dispositivi diversi che nessuno ricorda come sono configurati.

Conclusione

Uno schermo informativo su Raspberry costa poco più del televisore e, se configurato con avvio automatico, riavvio programmato e accesso remoto, funziona per anni senza che nessuno lo tocchi. Se volete portare dati di produzione, avvisi o comunicazioni sugli schermi della vostra azienda collegandoli a quello che già avete in gestionale, possiamo realizzare l'insieme, dalla pagina che mostra i dati al dispositivo installato dietro lo schermo.

Servizi
Fibra
Gestione
Supporto
Contatti