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Pi-hole: bloccare pubblicità e tracciamento su tutta la rete

Un piccolo dispositivo che filtra alla fonte, per ogni computer, telefono e televisore di casa o dell'ufficio.

Le estensioni che bloccano la pubblicità funzionano bene, ma solo dentro il browser dove le avete installate. Il telefono che apre un'app, il televisore che carica banner, il tablet dei bambini: tutto questo resta scoperto. Pi-hole affronta il problema da un altro lato, cioè a livello di rete, e vale per qualunque dispositivo si colleghi.

Come funziona, in parole semplici

Ogni volta che un dispositivo deve contattare un sito, chiede prima a un server DNS di tradurre il nome in un indirizzo. Pi-hole si mette proprio lì: diventa il DNS della vostra rete e, quando la richiesta riguarda un dominio noto per pubblicità o tracciamento, risponde "non esiste". Il contenuto non viene neanche scaricato.

Il risultato pratico: pagine più leggere, meno traffico, meno tracciamento e, sui collegamenti lenti, una navigazione percepibilmente più rapida.

Cosa serve

Un Raspberry Pi anche modesto è più che sufficiente: il carico è minimo. Servono un indirizzo IP fisso per il dispositivo e, idealmente, il collegamento via cavo. L'installazione è guidata da uno script ufficiale e richiede pochi minuti.

Il passaggio importante viene dopo: dire alla rete di usarlo. Ci sono due modi.

Un'accortezza che evita chiamate imbarazzanti: se Pi-hole si ferma, la rete resta senza DNS e sembra che internet sia caduta. Conviene lasciare come DNS secondario quello del router o un DNS pubblico, oppure, in un contesto aziendale, avere un secondo dispositivo. È il classico caso in cui la ridondanza costa venti euro.

Cosa blocca e cosa no

Blocca bene:

Non blocca:

Questo ultimo punto è sempre più rilevante: alcuni browser e sistemi operativi tendono a usare il proprio DNS cifrato. Nella maggior parte dei casi si può disattivare nelle impostazioni, e sulle reti aziendali si può forzare a livello di firewall.

La configurazione che evita problemi

In azienda ha senso?

Sì, ma con un obiettivo diverso da quello domestico. In azienda il valore principale non è togliere i banner: è ridurre l'esposizione a domini malevoli e avere visibilità su cosa contattano i dispositivi. Detto questo, se avete già un firewall con filtro dei contenuti, quella è la sede naturale della funzione e Pi-hole diventa ridondante.

Dove invece è particolarmente utile: reti separate per dispositivi non presidiati, sale d'attesa, Wi-Fi ospiti, dove volete filtrare senza toccare i dispositivi delle persone.

Conclusione

Pi-hole è uno di quei progetti che si installano in mezz'ora e si notano tutti i giorni. Va però trattato come un pezzo dell'infrastruttura di rete e non come un esperimento: indirizzo fisso, un secondo DNS di riserva, liste ragionevoli. Se volete introdurre un filtro DNS nella rete aziendale in modo coerente con quello che avete già, possiamo valutare se conviene un dispositivo dedicato o attivare la funzione sul firewall esistente.

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