Gaming

Monitor gaming: hertz, risoluzione e pannello spiegati senza fumo

Un 240 Hz con una scheda che fa 70 fps è soldi buttati. Prima si guarda cosa riesce a produrre il PC.

Il monitor è il componente che vedi per tutto il tempo, eppure è quello scelto peggio: si guarda il numero di hertz più alto e si compra. Il criterio corretto parte da un'altra domanda: quanti fotogrammi al secondo riesce davvero a produrre il tuo PC nei giochi che fai?

Prima il PC, poi il monitor

Un monitor a 240 Hz mostra 240 immagini al secondo solo se la scheda video gliene manda 240. Se nel gioco che ti interessa fai 70 fps, un 240 Hz ti dà un vantaggio marginale rispetto a un 144 Hz, e ti costa parecchio di più.

La sequenza giusta è: guarda quanti fps fai nei tuoi giochi alla risoluzione che ti interessa, e scegli un monitor coerente. Se poi hai in programma di aggiornare la scheda video, tienine conto.

Risoluzione: quale ha senso

Un criterio pratico: conta la densità di pixel. 27 pollici in 1080p è troppo poco denso, 27 pollici in 1440p è ottimo, 32 pollici chiedono almeno 1440p e danno il meglio in 4K.

Il tipo di pannello

IPS — colori accurati e angoli di visione ampi. È la scelta più equilibrata e quella giusta per la maggior parte delle persone. Il neo è il nero meno profondo, con un leggero alone nelle scene scure.

VA — contrasto molto migliore e neri più profondi, ottimo per giochi cupi e per film. In cambio può mostrare scie nelle transizioni scure, anche se i modelli recenti sono migliorati parecchio.

OLED — neri assoluti, tempi di risposta praticamente istantanei, immagine di qualità superiore a tutto il resto. Costa di più, ha una luminosità inferiore su grandi superfici chiare e resta il tema del burn-in con elementi statici come le interfacce di gioco. I modelli attuali hanno contromisure e garanzie dedicate, ma se usi il monitor otto ore al giorno con la stessa interfaccia aperta, valutalo con attenzione.

TN — ormai superato, sopravvive solo su alcuni modelli economici ad altissimo refresh. Colori e angoli di visione scarsi.

Tempi di risposta: come leggerli

Il valore "1 ms" stampato sulla scatola è ottenuto in condizioni ideali e serve a poco. Quello che conta è il comportamento reale, misurato dalle recensioni tecniche, e soprattutto l'overdrive: la funzione che accelera le transizioni dei pixel.

Un overdrive troppo aggressivo produce l'effetto opposto, con aloni chiari attorno agli oggetti in movimento. Sui buoni monitor esiste un'impostazione intermedia che è quella giusta: cerca nelle recensioni quale livello è consigliato per il modello che stai valutando.

Sincronia adattiva: attivala

FreeSync e G-Sync sincronizzano il monitor con i fotogrammi prodotti dalla scheda video, eliminando lo strappo dell'immagine. Oggi quasi tutti i monitor sono compatibili con entrambe le tecnologie, e la maggior parte delle schede video le supporta.

È una funzione da attivare sempre, sia nel menu del monitor sia nel pannello dei driver. Fa una differenza percepibile soprattutto quando il frame rate non è costante, cioè quasi sempre.

HDR: attenzione al marketing

L'etichetta HDR su un monitor economico spesso non significa nulla: senza una luminosità di picco adeguata e senza un controllo della retroilluminazione a zone, l'HDR peggiora l'immagine invece di migliorarla. Se l'HDR ti interessa davvero, servono modelli con certificazione seria e molte zone di attenuazione, oppure un OLED.

I dettagli che si scoprono dopo

Conclusione

La configurazione che soddisfa la maggior parte delle persone è un 27 pollici 1440p IPS a 144-180 Hz con sincronia adattiva: costa il giusto e non ha punti deboli evidenti. Sopra questo livello, si paga per esigenze specifiche. Se ci dici che scheda video hai e a cosa giochi, ti indichiamo la fascia sensata senza farti spendere di più.

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