Negli ultimi mesi è esploso il marketing intorno a WiFi 6E e WiFi 7. La domanda che riceviamo dai clienti è semplice: vale la pena pagare di più? Come spesso accade, la risposta è "dipende", e dipende da cose specifiche che vediamo insieme.
Le tre generazioni in commercio oggi
WiFi 5 (802.11ac)
Standard introdotto nel 2014, ancora largamente diffuso. Prestazioni decenti, costo basso, supporto garantito da tutti i dispositivi. Resta una scelta valida per ambienti piccoli con poche persone.
WiFi 6 / 6E (802.11ax)
Generazione attuale. Vantaggi reali rispetto al WiFi 5:
- Maggiore velocità teorica.
- OFDMA: gestione efficiente di molti dispositivi simultanei (fondamentale in ambienti densi).
- Target Wake Time: i dispositivi consumano meno batteria.
- WPA3 obbligatorio: sicurezza migliorata.
- WiFi 6E aggiunge la banda 6 GHz, meno congestionata.
WiFi 7 (802.11be)
Ultima generazione. Aggiunge:
- Multi-Link Operation: il dispositivo usa contemporaneamente più bande, riducendo latenza.
- Canali ancora più larghi (320 MHz).
- Modulazione 4096-QAM per maggiori velocità.
- Latenza ridotta, utile per realtà aumentata, gaming professionale, applicazioni real-time.
Cosa cambia in pratica
Ufficio piccolo (5-15 persone)
Da WiFi 5 a WiFi 6 il salto si vede in stabilità, soprattutto durante videocall multiple. Da WiFi 6 a WiFi 7 il guadagno reale è marginale per uso ufficio normale.
Ufficio medio-grande (30+ persone)
WiFi 6 è ormai standard. La differenza percepita rispetto al WiFi 5 è significativa, soprattutto nelle ore di punta. WiFi 7 ha senso se si pianifica un upgrade pluriennale.
Ambienti pubblici densi (hotel, ristoranti, eventi)
Qui WiFi 6/6E fa una differenza enorme. La capacità di gestire molti dispositivi simultanei è il vero vantaggio. Vale l'investimento.
Industria, magazzini, IoT
Caso particolare: dipende molto dalle applicazioni. Spesso conta più la copertura e l'affidabilità che la velocità di picco. Una buona progettazione conta più della generazione del WiFi.
Errori comuni nelle installazioni
- Un solo router potente: meglio più access point gestiti centralmente.
- Canali sovrapposti: senza pianificazione, gli AP si disturbano a vicenda.
- Hardware nuovo, cabling vecchio: il WiFi 6/7 richiede cavi PoE almeno Cat6 e switch adeguati.
- Niente segmentazione: ospiti, dipendenti, IoT sulla stessa rete è un rischio di sicurezza.
- Niente roaming: spostandosi da una stanza all'altra il dispositivo non si trasferisce in modo fluido.
Quando aggiornare conviene davvero
- L'hardware ha più di 5-7 anni.
- Le lamentele degli utenti sono frequenti, soprattutto in aree specifiche.
- L'azienda è cresciuta in numero di dispositivi senza adeguare l'infrastruttura.
- Si aggiungono applicazioni real-time (videoconferenza intensiva, IoT industriale).
- Si vuole estendere la copertura ad aree nuove.
Conclusione
WiFi 6 è oggi lo standard sensato per nuove installazioni aziendali. WiFi 7 ha senso solo in scenari specifici e per chi pianifica investimenti su 8-10 anni. Possiamo eseguire un site survey, mappare le zone problematiche e progettare una rete moderna e gestita centralmente.