GDPR & Compliance

Videosorveglianza in azienda: le regole da rispettare davvero

Installare telecamere è facile. Farlo a norma richiede quattro accortezze che quasi nessuno mette in pratica.

Le telecamere in azienda sono ormai la norma e i costi sono bassissimi. Proprio per questo si installano spesso senza considerare che riprendere persone significa trattare dati personali, e che quando fra quelle persone ci sono i dipendenti si applicano anche le regole sul controllo a distanza dei lavoratori.

Il principio da cui parte tutto

Devono esserci una finalità legittima e una proporzione. La sicurezza del patrimonio, la tutela contro furti e atti vandalici, la sicurezza sul lavoro sono finalità valide. Il controllo della produttività dei dipendenti non lo è.

La proporzione significa riprendere il meno possibile: se serve sorvegliare l'ingresso del magazzino, la telecamera inquadra quell'ingresso, non l'intera area dove le persone lavorano tutto il giorno.

I quattro adempimenti che servono

  1. Cartelli informativi ben visibili prima di entrare nell'area ripresa. Devono indicare almeno la presenza della videosorveglianza, il titolare e dove trovare l'informativa completa.
  2. Informativa completa disponibile, con finalità, base giuridica, tempi di conservazione, chi accede alle immagini, diritti degli interessati.
  3. Registro dei trattamenti aggiornato con il trattamento di videosorveglianza.
  4. Accordo sindacale o autorizzazione: quando le telecamere possono riprendere anche solo indirettamente i lavoratori — ed è quasi sempre così — serve un accordo con le rappresentanze sindacali oppure, in mancanza, un'autorizzazione dell'Ispettorato del lavoro. È l'adempimento più trascurato e insieme quello che espone di più.

Le aree dove non si può riprendere

Tempi di conservazione

Le immagini vanno conservate per il tempo strettamente necessario. L'orientamento consolidato è di poche giornate, tipicamente entro le 24-48 ore, con estensioni motivate fino a circa una settimana per esigenze particolari come chiusure prolungate o siti isolati. Periodi più lunghi vanno giustificati da esigenze specifiche e documentate.

La cancellazione automatica va verificata: molti impianti hanno la sovrascrittura configurata su settimane o mesi perché nessuno l'ha mai impostata. Se il disco è capiente, l'impostazione predefinita è spesso "riempi tutto".

Chi può vedere le immagini

L'accesso va limitato a poche persone individuate per iscritto, con credenziali personali e non condivise. Le visualizzazioni dovrebbero essere tracciate. La consegna delle immagini a terzi avviene solo su richiesta dell'autorità giudiziaria o delle forze dell'ordine.

La parte tecnica che incide sulla conformità

Conclusione

Una videosorveglianza a norma richiede cartelli, informativa, registro, accordo per i lavoratori, tempi di conservazione brevi e verificati, accessi limitati e impianto tecnicamente protetto. Sono cose che si sistemano una volta e mettono al riparo da sanzioni che superano di molto il costo dell'impianto. Se volete far verificare il vostro impianto sul piano tecnico e delle configurazioni, possiamo occuparcene.

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