GDPR & Compliance

Violazione di dati: cosa fare nelle prime 72 ore

Il conto alla rovescia parte da quando ve ne accorgete. Sapere cosa fare prima fa la differenza.

Una violazione di dati personali non è solo l'attacco informatico spettacolare. È anche il portatile rubato dall'auto, la mail con l'elenco clienti inviata al destinatario sbagliato, la chiavetta persa, l'armadio delle pratiche lasciato aperto. Sono tutti casi che possono richiedere una notifica, e il termine è breve.

Il termine delle 72 ore

Il conteggio parte dal momento in cui l'azienda viene a conoscenza della violazione, non da quando è avvenuta. Entro quel termine, se la violazione comporta un rischio per i diritti e le libertà delle persone, va notificata all'autorità di controllo. Se non si dispone ancora di tutte le informazioni, si notifica comunque quello che si sa e si completa in un secondo momento: è previsto espressamente.

Le prime ore: contenere

  1. Isolate. Scollegate dalla rete i sistemi coinvolti, senza spegnerli se possibile: spegnere può distruggere tracce utili all'analisi.
  2. Bloccate gli accessi compromessi: cambio password, revoca delle sessioni attive, disattivazione degli account sospetti.
  3. Non ripristinate subito sopra i sistemi coinvolti. Prima si capisce come è entrato l'attaccante, altrimenti si rientra nella stessa situazione dopo pochi giorni.
  4. Conservate le prove: registri di accesso, immagini dei sistemi, messaggi ricevuti. Serviranno sia per l'analisi sia per l'eventuale denuncia.
  5. Aprite un diario degli eventi con data e ora di ogni cosa che scoprite e fate. È il documento che dimostrerà la diligenza dell'azienda.

La valutazione: serve la notifica?

Vanno stabiliti alcuni punti:

Se il rischio è improbabile, la notifica non è dovuta ma la valutazione va comunque documentata e conservata: la decisione di non notificare va poter essere motivata.

La comunicazione agli interessati

Quando il rischio per le persone è elevato, oltre alla notifica all'autorità serve informare direttamente gli interessati, in linguaggio chiaro e senza ritardo. Il messaggio deve dire cosa è successo, quali dati sono coinvolti, quali conseguenze possono esserci, cosa sta facendo l'azienda e cosa possono fare loro — per esempio cambiare le password o controllare i movimenti bancari.

Cercare di minimizzare o rinviare è la scelta peggiore: le violazioni emergono comunque e il danno reputazionale di un occultamento supera di gran lunga quello della violazione stessa.

Prepararsi prima

La differenza fra una gestione ordinata e il panico si costruisce prima:

Conclusione

Nelle prime 72 ore contano tre cose: contenere senza distruggere le prove, valutare il rischio in modo documentato e notificare quando serve. Tutto il resto si costruisce prima, con log attivi e una procedura scritta. Se volete preparare la parte tecnica — tracciamento degli accessi, procedura di risposta, verifica dei backup — possiamo affiancarvi.

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