Facebook Marketplace è diventato uno dei posti più usati in Italia per comprare e vendere fra privati. È anche uno dei meno protetti: per gli scambi in contanti non c'è nessun sistema di garanzia, nessun deposito, nessuna mediazione. Chi truffa lo sa benissimo. Ecco gli schemi che girano di più.
Se stai vendendo
Il finto pagamento già effettuato
L'acquirente dice di aver pagato e ti mostra uno screenshot della ricevuta, oppure ti arriva una mail che sembra di PayPal o della banca: "pagamento in attesa di conferma, spedisci l'oggetto per sbloccarlo".
Nessun sistema di pagamento funziona così. I soldi non restano "in attesa che tu spedisca". Regola: guarda il saldo del tuo conto, non le mail e non gli screenshot. Se sul conto non c'è nulla, non hai ricevuto nulla.
Il pagamento di troppo
Ti mandano più soldi del dovuto e chiedono la differenza indietro, magari con una scusa ("mio marito ha sbagliato a digitare"). Il pagamento originale viene poi annullato o contestato, ma il rimborso che hai mandato tu è definitivo. Perdi la differenza e spesso anche l'oggetto.
Il link per "ricevere il pagamento"
Ti mandano un link dove inserire i dati della carta per incassare. È phishing puro. Per ricevere soldi non serve mai inserire i dati della propria carta.
La visita a domicilio
Chi risponde all'annuncio insiste per venire a casa tua a vedere l'oggetto. In una parte dei casi non è un acquirente: sta valutando cosa c'è dentro casa. Fissa gli appuntamenti in luogo pubblico e non pubblicare foto che mostrino l'interno dell'abitazione o l'indirizzo.
Se stai comprando
La caparra per "bloccare" l'oggetto
Prezzo ottimo, tante richieste, "chi versa per primo se lo prende". Versi la caparra e il profilo sparisce. È lo schema più diffuso in assoluto e riguarda soprattutto telefoni, console, biciclette e attrezzi da lavoro.
Il prodotto che non arriva mai
Ti convincono a spostare la trattativa fuori da Facebook, poi a pagare con ricarica PostePay, buoni regalo o bonifico istantaneo. Tutti metodi non reversibili: una volta partiti, i soldi non tornano.
La merce rubata
Prezzo troppo basso, nessuna scatola, nessuno scontrino, venditore che ha fretta. Comprare merce rubata è un reato anche se in buona fede, e in caso di controllo l'oggetto viene sequestrato.
Come controllare un profilo in un minuto
- Data di creazione: profili aperti da poche settimane sono un segnale forte.
- Attività reale: pochi amici, nessuna foto vecchia, nessun commento sono tipici dei profili usa e getta.
- Foto dell'annuncio: salvale e cercale con Google Immagini o Google Lens. Se compaiono su altri siti o in altre città, sono rubate.
- Coerenza: il profilo dice Palermo ma l'oggetto è a Verona, oppure il nome del profilo non corrisponde all'intestatario dell'IBAN che ti danno.
- Prezzo: se è molto sotto mercato, il motivo non è mai la fretta di vendere.
Le regole che risolvono la maggior parte dei casi
- Scambio di persona, in luogo pubblico e di giorno. Meglio davanti a un locale o in una zona videosorvegliata.
- Contanti alla consegna, oppure bonifico ordinario accreditato prima della consegna. Mai bonifico istantaneo verso sconosciuti: è irrevocabile.
- Mai caparre per bloccare un oggetto che non hai visto.
- Mai ricariche PostePay, buoni Amazon o carte regalo: sono i metodi preferiti dai truffatori proprio perché non tracciabili.
- Tieni la conversazione dentro Messenger: se sposti tutto su WhatsApp perdi le prove utili in caso di denuncia.
- Prova l'oggetto prima di pagare: accendi il telefono, controlla l'IMEI, verifica che non sia bloccato da account iCloud o Google.
Se sei già caduto nella trappola
Raccogli tutto: screenshot della chat, del profilo, dell'annuncio, la ricevuta del bonifico con l'IBAN del beneficiario. Poi sporgi denuncia ai Carabinieri o alla Polizia Postale e segnala il profilo a Facebook. Se hai fatto un bonifico ordinario da meno di 24 ore, chiama subito la banca: a volte si riesce a fermarlo.
Conclusione
Su Marketplace la sicurezza è tutta a carico tuo: la piattaforma mette in contatto le persone e finisce lì. Le regole sono poche e vanno seguite senza eccezioni, perché ogni truffa nasce da uno strappo alla regola fatto per fretta o per un buon prezzo. Se hai un dubbio su un annuncio o su un profilo, mandacelo: dare un'occhiata costa un minuto.