Cybersecurity

"Ciao mamma, ho perso il telefono": la truffa WhatsApp che colpisce i genitori

Un messaggio da numero sconosciuto, un finto figlio, un bonifico urgente. Funziona purtroppo ogni giorno.

"Ciao mamma, ho rotto il telefono, questo è il mio numero nuovo, salvalo." Inizia così una delle truffe più sfacciate ed efficaci degli ultimi due anni in Italia. Le vittime principali sono genitori di mezza età che ricevono il messaggio di un presunto figlio in difficoltà. Il copione è semplice ma terribilmente efficace.

Come si svolge esattamente

Step 1: il primo contatto

Arriva un messaggio WhatsApp (o SMS) da un numero sconosciuto: "Ciao mamma" / "Ciao papà" / "Sono [nome del figlio], questo è il mio numero nuovo, salvalo, il vecchio non funziona più". Spesso include un motivo (telefono caduto, rubato, schermo rotto).

Step 2: la richiesta

Pochi minuti dopo arriva la "vera richiesta". Tipicamente:

Step 3: la pressione

Se il genitore esita, partono frasi che fanno leva sul senso di colpa: "non riesco a farlo io stesso", "se non lo faccio entro le 17 perdo il lavoro/la casa/il deposito".

Step 4: il bonifico

Il genitore, preoccupato, fa il bonifico verso un IBAN italiano (spesso intestato a "muli" — persone reclutate per riciclare). Da lì i soldi vengono inoltrati rapidamente all'estero o in cripto.

Step 5: la richiesta di altri soldi

In alcuni casi, dopo il primo bonifico riuscito, partono altre richieste motivate ("è andata bene ma serve ancora qualcosa", "bisogna integrare"). I truffatori prendono finché la vittima paga.

Perché funziona

Le regole d'oro per non cadere

1. Mai bonifici in base a soli messaggi

Qualunque richiesta di soldi via WhatsApp/SMS, soprattutto da un "numero nuovo", richiede verifica vocale. Chiama il vecchio numero di tuo figlio. Se davvero ha cambiato numero, ti risponderà comunque (i numeri vecchi tipicamente restano attivi un po') o avrai notizie da altri canali.

2. Domanda di sicurezza

Concordate in famiglia una "domanda di controllo" con risposta che solo voi sapete. Se il figlio non sa rispondere, è truffa.

3. Mai rispondere a frasi tipo "non posso chiamare ora"

È esattamente la frase che usano per evitare la verifica. Il vero figlio capirà che gli chiedi di chiamarti per cinque secondi prima di muovere soldi.

4. Diffida dell'urgenza

"Entro oggi alle 18" è quasi sempre una bandiera rossa. Le emergenze reali raramente passano via WhatsApp.

Hai già fatto il bonifico: cosa fare in tempo reale

  1. Chiama immediatamente la tua banca e chiedi di bloccare/annullare il bonifico. Se passa meno di un'ora dall'invio e il bonifico è "ordinario" (non istantaneo), ci sono buone possibilità.
  2. Se il bonifico era "istantaneo", contatta comunque la banca: in alcuni casi possono ancora segnalare l'IBAN destinatario per blocco preventivo.
  3. Denuncia alla Polizia Postale entro le 24 ore.
  4. Conserva tutto: la chat completa, screenshot del numero, IBAN, ricevuta del bonifico.
  5. Avvisa il figlio reale che il suo nome viene usato per truffe — potrebbe valere la pena segnalare a WhatsApp anche.

Variante per anziani: "Carabiniere" o "avvocato"

Una variante telefonica colpisce gli anziani: una telefonata in cui qualcuno si presenta come "carabiniere" o "avvocato" annuncia che il figlio/nipote è in custodia (incidente, arresto), e serve una cauzione immediata in contanti che "viene a ritirare un nostro incaricato a casa". È la stessa truffa, declinata per chi non usa WhatsApp. Vale la stessa regola d'oro: chiama il figlio direttamente prima di fare qualunque cosa.

Conclusione

Questa truffa è particolarmente vile perché sfrutta l'amore dei genitori. Parlatene in famiglia adesso, non aspettate che capiti: tre minuti di conversazione possono evitare migliaia di euro persi e settimane di angoscia. Se conosci una persona anziana o vulnerabile, condividi queste informazioni — è il modo più semplice di proteggerla.

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