Cybersecurity

Finte bollette e finti conguagli: la truffa che arriva via email e alla porta

Un PDF identico all'originale, con un solo dettaglio cambiato: il bollettino.

Le truffe sulle utenze funzionano perché tutti abbiamo una bolletta e nessuno ha voglia di guardarla. Ne circolano due tipi molto diversi: quella digitale, che arriva via email, e quella fisica, che suona al campanello. Entrambe puntano sullo stesso riflesso: pagare in fretta per non avere problemi.

La finta bolletta via email

Ricevi un messaggio con il logo del tuo fornitore: "Fattura in scadenza", "Conguaglio da saldare", "Sospensione della fornitura prevista". In allegato un PDF che sembra identico a quello vero, oppure un link per pagare online.

Le varianti principali:

Come verificare in un minuto

  1. Controlla il dominio del mittente, non il nome visualizzato. Solo la parte fra la chiocciola e il primo slash conta.
  2. Non aprire l'allegato e non usare il link. Entra invece nell'area clienti del fornitore digitando il sito a mano, o usa la sua app: se la fattura esiste, è lì.
  3. Confronta il numero cliente e il POD (per la luce) o il PDR (per il gas) con una bolletta vecchia. Devono coincidere esattamente.
  4. Confronta l'IBAN con quello delle bollette precedenti. Un cambio di IBAN non annunciato è il segnale definitivo.
  5. Diffida dei toni: "distacco entro 48 ore" non è il linguaggio di un fornitore, che per legge deve seguire una procedura con preavvisi formali.

Un dettaglio utile: le comunicazioni vere di distacco arrivano con raccomandata o PEC, con tempi lunghi. Non arrivano di venerdì sera con scadenza lunedì.

Il falso tecnico alla porta

Suonano dicendo di dover controllare il contatore, verificare una perdita, o sostituire il misuratore "per obbligo di legge". Da lì partono due strade.

Il cambio contratto mascherato. Ti chiedono una bolletta "per verificare i dati". In realtà serve per prendere codice cliente, POD e dati anagrafici e attivare un contratto con un altro fornitore. Te ne accorgi settimane dopo, quando arriva la prima fattura di una società che non hai mai scelto.

Il finto pagamento immediato o, nei casi peggiori, il sopralluogo per capire cosa c'è in casa.

Le regole alla porta

Se hai già firmato o pagato

  1. Contratto firmato a domicilio o per telefono: hai 14 giorni di ripensamento per legge. Manda subito una raccomandata o una PEC di recesso al nuovo fornitore, allegando copia del documento. Non serve motivare.
  2. Se i giorni sono passati e il contratto è stato attivato senza il tuo consenso valido, si tratta di attivazione non richiesta: puoi reclamare al fornitore e poi rivolgerti allo Sportello per il consumatore energia e ambiente di ARERA.
  3. Pagamento su bollettino falso: chiama la banca o le Poste per un tentativo di richiamo, poi sporgi denuncia. Avvisa anche il fornitore vero, perché la bolletta resta da pagare.
  4. Dati della carta inseriti su un portale falso: blocca la carta immediatamente.

Come ridurre il rischio in partenza

Conclusione

Sia la versione digitale sia quella al campanello si fermano con lo stesso riflesso: non decidere sul momento e verificare da un canale che scegli tu. L'area clienti e il numero stampato su una bolletta vecchia risolvono qualunque dubbio in un minuto. Se ricevi una comunicazione che non ti convince, mandacela prima di pagare o di firmare.

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