Ogni estate ricevono la stessa chiamata: "il computer si spegne da solo" oppure "va lentissimo, ma solo il pomeriggio". Nel novanta per cento dei casi non è un guasto, è calore. E la buona notizia è che quasi sempre si risolve con poco.
Come si comporta un computer che ha caldo
I processori moderni non si bruciano: si difendono. Quando superano una certa soglia riducono automaticamente la frequenza di lavoro, e se non basta il sistema si spegne di colpo per proteggersi. I sintomi tipici sono riconoscibili:
- Il computer parte bene e rallenta progressivamente dopo venti o trenta minuti di lavoro.
- Le ventole vanno costantemente al massimo, con un rumore che prima non c'era.
- Spegnimenti improvvisi senza schermata di errore, spesso durante operazioni pesanti.
- Sui portatili, la zona sopra la tastiera o il fondo scottano al tatto.
- Il problema peggiora nelle ore calde e sparisce la mattina presto.
Misurare prima di intervenire
Prima di aprire qualsiasi cosa conviene avere un numero. Esistono programmi gratuiti che mostrano le temperature di processore e disco in tempo reale. Fate una lettura a computer fermo e una dopo mezz'ora di lavoro normale.
Come riferimento generale: un processore da ufficio a riposo dovrebbe stare ben sotto i 50 gradi; sotto carico è normale salire, ma arrivare stabilmente vicino ai 95-100 gradi significa che il sistema sta lavorando in affanno. Anche i dischi vanno guardati: sopra i 50 gradi la loro aspettativa di vita si riduce sensibilmente.
Le cause vere, in ordine di frequenza
- Polvere. È di gran lunga la prima causa. Il feltro di polvere sulle alette del dissipatore funziona da coperta: l'aria passa ma non porta via calore. In un ufficio con moquette o in un laboratorio si accumula in pochi mesi.
- Pasta termica esaurita. Dopo tre o quattro anni si secca e non trasferisce più il calore al dissipatore. Cambiarla è un intervento breve che spesso fa scendere le temperature di quindici o venti gradi.
- Ventola guasta o rallentata. Un cuscinetto consumato gira più piano e fa rumore. A volte è ferma del tutto e nessuno se ne accorge.
- Posizionamento sbagliato. Case incastrato in un mobile chiuso, portatile appoggiato su un divano o su una superficie morbida che chiude le prese d'aria sul fondo, torre appoggiata contro un muro.
- Ambiente. Un armadio rack in uno sgabuzzino senza ricambio d'aria d'estate diventa un forno. Nessuna manutenzione del singolo apparecchio compensa un locale a 40 gradi.
Cosa fare, concretamente
- Pulizia con aria compressa, a computer spento e scollegato, bloccando le ventole con un dito perché non girino a vuoto. Fatela all'aperto, non in ufficio.
- Sostituzione della pasta termica su macchine oltre i tre anni: è la manutenzione più sottovalutata in assoluto.
- Verifica delle ventole: devono partire tutte all'accensione e non fare rumori metallici.
- Base rialzata per i portatili: bastano pochi centimetri d'aria sotto la scocca per cambiare la situazione.
- Aerazione del locale tecnico: nei casi seri serve un condizionatore o almeno un'estrazione d'aria. Per un rack aziendale non è un lusso, è la condizione perché gli apparecchi durino.
Quando invece è un guasto
Se dopo pulizia e pasta termica le temperature restano alte, o se il computer si spegne anche a freddo, la causa può essere un alimentatore in sofferenza o un difetto della scheda madre. In quel caso serve una diagnosi strumentale, non un altro giro di aria compressa.
Conclusione
Il surriscaldamento è il problema hardware più frequente e insieme il più facile da prevenire: una pulizia annuale e un controllo delle temperature evitano fermi improvvisi proprio nei mesi in cui è più difficile trovare assistenza. Se avete macchine o un armadio rack che d'estate danno problemi, possiamo fare un controllo termico e sistemare la situazione prima che diventi un fermo.