Hardware & Mercato

Gruppo di continuità: quale serve davvero e come si dimensiona

Un UPS da 40 euro sotto la scrivania non protegge il server. Ecco come si sceglie senza sprecare soldi.

Il gruppo di continuità è uno di quegli acquisti che sembrano superflui finché non serve. Poi arriva il temporale, il server si spegne di colpo e il database resta a metà di una scrittura. A quel punto il costo dell'UPS diventa improvvisamente ragionevole.

Le tre famiglie di UPS

Non sono tutti uguali e la differenza non è solo di prezzo.

Come si calcola la potenza

Sui cartellini trovate i VA (voltampere) e spesso anche i Watt. Sono numeri diversi: quello che conta per il vostro carico è il valore in Watt.

  1. Sommate l'assorbimento reale in Watt di tutto ciò che volete proteggere: server, switch, router, NAS, eventualmente un monitor per l'emergenza.
  2. Aggiungete un margine del 25-30%: serve per l'invecchiamento delle batterie e per eventuali aggiunte future.
  3. Verificate che il valore in Watt dell'UPS (non solo i VA) copra il totale.

Un errore comune è collegare all'UPS anche stampanti laser o condizionatori: assorbono picchi enormi all'accensione e mandano l'apparecchio in sovraccarico. Le stampanti laser vanno sempre su presa normale.

L'autonomia: quanto serve realmente

Molti chiedono un UPS che tenga acceso tutto per un'ora. Quasi mai è la scelta giusta. L'obiettivo non è continuare a lavorare al buio, è spegnere tutto in modo ordinato.

Dieci-quindici minuti di autonomia sono sufficienti se l'UPS è collegato via USB o rete al server e configurato per avviare lo spegnimento automatico dopo pochi minuti di blackout. Questo è il punto che quasi tutti saltano: un UPS senza software di spegnimento protegge solo dai micro-blackout.

La manutenzione che nessuno fa

Le batterie al piombo di un UPS durano in media dai tre ai cinque anni, meno se l'apparecchio sta in un locale caldo. Un UPS con batterie esaurite dà una falsa sensazione di sicurezza: il led è verde, ma all'occorrenza regge dieci secondi.

Cosa proteggere in un piccolo ufficio

Un ordine di priorità sensato: prima il server o il NAS che contiene i dati, poi router e switch (senza rete il server non serve a nessuno), poi le postazioni che lavorano su gestionali dove un'interruzione può corrompere un documento aperto. Le postazioni che usano solo web e posta possono anche spegnersi senza conseguenze.

Conclusione

Un UPS ben dimensionato costa una frazione del danno di un database corrotto o di un disco che salta durante una scrittura. La regola pratica: line interactive per l'ufficio, online per il server critico, sempre con spegnimento automatico configurato e batterie controllate. Se volete una valutazione dei carichi e una scelta su misura per la vostra sala tecnica, possiamo occuparcene noi.

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