Cybersecurity

Smart working sicuro: VPN, MFA ed endpoint protection

Il lavoro fuori sede è ormai strutturale. La sicurezza, troppo spesso, è ancora pensata come emergenza COVID.

Negli anni della pandemia molte aziende hanno abilitato lo smart working in fretta, con soluzioni temporanee mai più riviste. Oggi il lavoro fuori sede è strutturale, ma le difese sono spesso rimaste quelle di emergenza, ed è uno dei vettori principali di compromissione.

I tre pilastri di uno smart working sicuro

1. VPN aziendale moderna

Le VPN tradizionali (IPSec site-to-site o client classici) hanno limiti noti: utenti tutti uguali, accesso ampio una volta dentro, gestione complessa. Le architetture moderne adottano logiche Zero Trust:

Soluzioni come WatchGuard SD-WAN, Cisco Secure Access, FortiClient ZTNA o le opzioni cloud-native (Cloudflare, Tailscale) sono accessibili anche per PMI.

2. Autenticazione multifattore

L'MFA non è un optional. Va attivato:

Meglio app di autenticazione (token rotanti) o chiavi hardware (YubiKey) rispetto agli SMS, vulnerabili al SIM swap.

3. Endpoint protection

L'antivirus tradizionale non basta più. Servono soluzioni EDR (Endpoint Detection and Response) o XDR che:

Errori comuni nelle PMI

Policy aziendale chiara

La parte tecnica conta, ma una policy scritta è essenziale: cosa è ammesso fare con i dispositivi aziendali, cosa è vietato, cosa fare in caso di smarrimento del laptop, come richiedere accessi temporanei. Senza policy, ogni dipendente fa interpretazioni diverse.

Conclusione

Lo smart working è un'opportunità grande ma porta superficie d'attacco maggiore. Affrontarlo con strumenti moderni e processi chiari è un investimento, non un costo. Possiamo valutare il tuo attuale assetto di lavoro remoto e proporre miglioramenti senza stravolgimenti.

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