Server & Cloud

Posta aziendale: perché serve il dominio proprio e come configurarlo bene

Le mail che finiscono in spam quasi sempre dipendono da tre record di configurazione, non dal contenuto.

Usare un indirizzo di posta gratuito generico per l'attività è ancora diffuso, soprattutto fra artigiani e piccole imprese. Costa nulla e funziona, ma ha due controindicazioni serie: comunica poca affidabilità e, soprattutto, l'indirizzo non è vostro. Se un giorno l'account viene chiuso o bloccato, l'azienda perde il proprio recapito principale.

Perché il dominio proprio

I tre record che decidono se la posta arriva

Questa è la parte tecnica che risolve la maggior parte dei problemi di consegna. Sono tre voci da inserire nella configurazione DNS del dominio.

SPF

Dichiara quali server sono autorizzati a inviare posta per conto del vostro dominio. Se il vostro provider di posta, il gestionale che manda le fatture e il sito che invia i moduli sono tre sistemi diversi, devono essere tutti elencati. Un errore frequente è avere più record SPF separati: ne è ammesso uno solo, e in quel caso vale come non configurato.

DKIM

Aggiunge a ogni messaggio una firma crittografica che il destinatario può verificare. Dimostra che il messaggio è partito davvero da voi e che non è stato alterato. Va attivato sul provider di posta, che fornisce il valore da inserire nel DNS.

DMARC

Dice ai destinatari cosa fare quando un messaggio non supera i controlli precedenti: ignorare, mettere in quarantena o rifiutare. In più fa arrivare rapporti periodici su chi sta inviando posta a nome del vostro dominio, che è il modo per accorgersi di eventuali abusi.

Si parte in modalità di sola osservazione, si leggono i rapporti per qualche settimana per verificare che tutti i mittenti legittimi siano configurati, e solo dopo si irrigidisce la regola. Attivare subito il rifiuto senza aver controllato significa bloccare le proprie fatture elettroniche.

Gli altri motivi per cui la posta finisce in spam

  1. Indirizzo IP del server condiviso con mittenti di scarsa reputazione.
  2. Allegati pesanti o formati considerati rischiosi.
  3. Invii massivi fatti dalla casella normale invece che da una piattaforma dedicata alle newsletter.
  4. Testo con caratteristiche tipiche dello spam: tutto maiuscolo, molti punti esclamativi, solo un'immagine senza testo.
  5. Nome del mittente incoerente con il dominio di invio.

La sicurezza della casella

La posta aziendale è il bersaglio numero uno: chi entra nella casella dell'amministrazione può leggere tutto, inserirsi nelle conversazioni con i fornitori e cambiare le coordinate bancarie nelle fatture. Le misure minime:

Conclusione

Posta con dominio proprio, SPF, DKIM e DMARC configurati correttamente e doppio fattore attivo: sono quattro interventi che si fanno una volta e che risolvono contemporaneamente il problema della consegna e gran parte del rischio di compromissione. Se le vostre mail finiscono in spam o non siete sicuri di come sia configurato il dominio, possiamo verificarlo e sistemarlo.

Servizi
Fibra
Gestione
Supporto
Contatti